Quante ore di vita costa un secchio d’acqua?
Avere l’acqua in casa sembra scontato, ma per miliardi di persone non lo è.
Scopri la sfida della Giornata Mondiale.
Nel nostro Paese, la disponibilità dell’acqua è una certezza silenziosa. Eppure, fino a pochi decenni fa, la storia delle donne italiane era legata ai lavatoi in pietra e a una fatica fisica costante. Portare l’acqua direttamente nelle case ha significato restituire tempo prezioso alla società, trasformando un onere in una risorsa accessibile.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, dedicata al tema “Acqua e Genere”, è vitale ricordare che questa conquista non è globale. I dati ci impongono una riflessione:
- L’emergenza quotidiana: Oggi, ben 1,8 miliardi di persone nel mondo non hanno ancora acqua potabile in casa. Nelle famiglie colpite da questa carenza, l’onere della raccolta grava quasi esclusivamente su donne e bambine, rubando loro un’infinità di ore di cammino ogni giorno che potrebbero essere dedicate allo studio e all’emancipazione.
- Il carico di cura: La mancanza di acqua sicura genera malattie gravi. Questo dramma aumenta a dismisura il lavoro di cura e assistenza di chi è ammalato, che ricade storicamente sulle spalle delle donne.


La situazione a casa nostra
Anche in Italia, nel settore industriale “Acqua e gestione rifiuti”, la disparità è ancora elevata, evidente soprattutto nell’assenza di donne nei ruoli operativi e tecnici “sul campo”.
Eppure, i segnali di cambiamento sono reali: nel 2024 Lario Reti Holding ha assunto più donne che uomini e già 4 gestori lombardi della rete Water Alliance hanno ottenuto la certificazione per la parità di genere.
A 5 anni dal raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5, la sfida è accelerare questi progressi, superando i condizionamenti sociali che vedono ancora gli uomini prevalere nei ruoli decisionali e tecnici e le donne nel lavoro di cura.
