Ufficio d’Ambito di Lecco: la regia del cambiamento

Pianificazione, controllo e sguardo al futuro. L’ente di governo racconta l’evoluzione del sistema idrico lecchese e le sfide dei prossimi anni.

Se Lario Reti Holding è il braccio operativo che agisce sul campo, l’Ufficio d’Ambito di Lecco rappresenta la mente che pianifica, regola e controlla. A dieci anni dall’affidamento unico, abbiamo chiesto all’ente di governo di tracciare un bilancio di questo percorso: dalla crescita degli investimenti alle nuove sfide climatiche e normative.

AREA TECNICA

«Guardando indietro al momento dell’affidamento unico, quali sono state le principali trasformazioni rilevate nel Servizio Idrico Integrato della Provincia di Lecco in questi 10 anni? Qual è il cambiamento strutturale che ritiene più significativo?»

“Il cambiamento più evidente è stata l’industrializzazione del servizio. In questi dieci anni siamo passati da una gestione frammentata a un sistema strutturato, caratterizzato dalla progressiva implementazione di tecnologie proprie delle grandi società di ingegneria: telecontrollo, banche dati georeferenziate, modelli previsionali e processi decisionali informatizzati. Questa evoluzione ha portato a una pianificazione molto più consapevole: oggi le risorse vengono attribuite secondo criteri di priorità oggettivi e strategici, non più sull’urgenza del momento. Un risultato strutturale fondamentale è stato il notevole aumento degli investimenti. La stabilità del sistema (con un affidamento esteso a 30 anni) ha reso il servizio idrico lecchese capace di attrarre risorse ingenti, sia attraverso finanziamenti bancari che contributi pubblici a fondo perduto, garantendo così uno sviluppo delle infrastrutture che prima non era immaginabile.”

DIREZIONE

«Ogni percorso di crescita incontra degli ostacoli. Se il bilancio è positivo, quali sono però i principali “nodi irrisolti” o le criticità che ancora oggi il sistema idrico locale deve affrontare per dirsi pienamente efficiente e completo?»

“La sfida principale oggi è migliorare la capacità di programmazione a lungo termine per affrontare trasformazioni lente ma inesorabili, prima fra tutte il cambiamento climatico. Dobbiamo capire come evolverà la produttività delle nostre fonti e quali impatti avranno gli eventi meteorologici estremi sulle reti fognarie. Per farlo, però, serve una conoscenza profonda dello stato dell’arte delle infrastrutture: nonostante tecnologie di mappatura sempre più potenti, il “sottosuolo” riserva ancora incognite che rendono difficile avere un quadro completo. C’è poi un nodo istituzionale. L’avvento della regolazione nazionale ARERA ha definito obiettivi chiari, ma a volte fatica ad adattarsi alle specificità locali. Serve un supporto maggiore da parte di Regione e Stato per risolvere aspetti giuridici e amministrativi che oggi appesantiscono l’attività, permettendo agli Uffici d’Ambito di avere una struttura più adatta alle funzioni complesse che devono svolgere.”

AREA AMMINISTRATIVA

«Il sistema idrico è un ecosistema complesso. In questo decennio, come si sono modificate ed evolute le relazioni tra gli attori in gioco (Ufficio d’Ambito, Gestore, Comuni) e, non ultimo, il rapporto con gli utenti finali in termini di consapevolezza e partecipazione?»

“Le relazioni sono maturate molto. L’affidamento unico e la successiva riunificazione della gestione degli acquedotti nel 2020 hanno permesso di uniformare il servizio su tutto il territorio. Con i Comuni e il Gestore il rapporto è passato dal semplice controllo a una collaborazione costruttiva già in fase di programmazione, cercando sempre una maggiore sincronia. Anche verso l’utenza l’obiettivo è stato superare il semplice rapporto contrattuale ‘fornitore-cliente’. Abbiamo cercato di rendere il cittadino parte attiva, informandolo puntualmente (ad esempio tramite newsletter o avvisi sulle interruzioni) e coinvolgendolo nelle scelte. Un segnale bellissimo arriva dalle scuole: il progetto di educazione ambientale è cresciuto esponenzialmente negli anni, confermandoci che l’interesse delle nuove generazioni verso l’acqua è vivo e che la strada della consapevolezza è quella giusta su cui investire.”

3+