Comuni interessati: Casatenovo, La Valletta Brianza, Lomagna, Missaglia, Montevecchia, Monticello B.za, Osnago, Sirtori, Viganò,
Settore: depurazione
Valore Iva Esclusa: 1.700.000
Inizio Lavori: Dicembre 2020
Fine Lavori: Febbraio 2022
Risoluzione di Infrazione Europea: No
Tipologia iniziativa: Piano d'Ambito
Status del progetto: in corso

Descrizione

Per eliminare i fenomeni di allagamento che si verificano in prossimità del ristorante “Tricudai” è prevista la realizzazione di un nuovo manufatto scolmatore lungo l’asta del collettore posto nelle vicinanze di via Giotto in Comune di Lomagna. Per una maggiore tutela del Torrente Molgoretta, corpo idrico ricettore dalle acque scolmate in corrispondenza del manufatto di “Via Giotto”, è prevista la realizzazione di un bacino di fitodepurazione per il trattamento delle acque di prima e seconda pioggia.

Le operazioni di costruzione della vasca prevedono una preparazione dell’area (cosiddetta Ex-RDB) con lavori di demolizione di massetti e sottofondi in conglomerato cementizio anche leggermente armato, per pavimentazioni esterne, platee e similari con spessore fino a 18,1 cm e trasporto in discarica autorizzata del risultante rifiuto non pericoloso.

A valle della preparazione dell’area, si prevede la realizzazione delle delle seguenti opere:

  • Manufatto scolmatore;
  • Condotta acque scolmate diretta al bacino di fitodepurazione;
  • Bacino di fitodepurazione per il trattamento delle acque di prima e di seconda pioggia;
  • Condotta a gravità di collegamento tra il bacino di fitodepurazione e lo scarico finale nel Torrente Molgoretta;

Il bacino di fitodepurazione sarà realizzato nella zona nord dell’area industriale situata in sponda sinistra del Torrente Molgoretta e sarà caratterizzato da un volume utile complessivo di circa 5.000 m3.

Le acque di prima e seconda pioggia in ingresso al bacino di fitodepurazione subiscono una sorta di pre-trattamento nel primo stadio del bacino stesso, denominato bacino di sedimentazione. le acque scolmate dovranno attraversare l’area umida realizzata, seguendo un percorso definito in cui sono collocate le macrofite acquatiche in grado di biofiltrare i residui inquinanti presenti. La profondità del bacino è differenziata in funzione del tipo di macrofita impiegata; si passa dalle aree a canneto con altezza massima del pelo libero di circa 50 cm a “buche” di profondità di 1.50 m circa.

In uscita dal bacino di fitodepurazione si hanno due distinte tubazioni di scarico: la prima, in c.a DN 800 mm, sarà utilizzata durante il funzionamento ordinario del bacino stesso, mentre la seconda, sempre in c.a. DN 300 mm, sarà utilizzata come scarico di fondo durante le operazioni di manutenzione straordinaria in cui sarà necessario provvedere al completo svuotamento del bacino.