Completato il rinnovo del depuratore di Lecco

Costruito negli anni ’70, non era stato progettato per rimuovere l’azoto, oggi considerato uno dei responsabili delle fioriture algali di alcune nostre acque “sensibili”. I lavori, realizzati in due fasi da marzo 2018 e recentemente terminati, hanno consentito di ottenere e confermare l’autorizzazione definitiva allo scarico.  

L’impianto di depurazione delle acque reflue di Lecco serve il Comune di Lecco e accoglie principalmente reflui di natura civile. Costruito negli anni ’70, col tempo non era oramai più rispondente alle normative ambientali nel frattempo succedutesi.

In particolare, l’impianto non era stato progettato per rimuovere adeguatamente l’azoto, sostanza naturalmente presente nei reflui civili, ma che da qualche anno è ritenuta, insieme al fosforo, la principale responsabile delle fioriture algali che si verificano in alcune aree “sensibili”, a partire dal nostro lago di Garlate.

Potendo ragionare con un’ottica di lungo periodo dopo l’affidamento ventennale del Servizio Idrico Integrato e per consentire all’impianto di rispettare i limiti di concentrazione di azoto totale nello scarico, Lario Reti Holding ha realizzato una serie di interventi, iniziati a marzo 2018 e terminati a novembre 2021, che complessivamente hanno superato il valore totale di 2,5 milioni di Euro.

Primo lotto di interventi e autorizzazione provvisoria allo scarico.

 La società ha cominciato con la sostituzione degli obsoleti macchinari di filtro a nastro con altri a centrifuga, molto più performanti, ha rimodernato il capanno in cui sono posizionati e ha abbattuto il vecchio silo di stoccaggio fanghi.

La ristrutturazione dell’intero comparto di disidratazione ha consentito di riconvertire le linee di digestione fanghi, non più necessarie, in vasche di denitrificazione funzionali a chiudere il ciclo di trattamento dell’azoto.

Un ulteriore intervento ha riguardato l’area di trattamento biologico (nitrificazione) già esistente, in cui l’ossigenazione dei reflui avveniva tramite l’uso di pale a spazzole che, generando un moto ondoso, favorivano l’aerazione delle acque.

Tale sistema, ormai obsoleto, comportava scarsi livelli di ossigenazione dei reflui, causando al contempo un incremento nelle emissioni di odori sgradevoli a causa dell’agitazione costante dell’acqua.

L’installazione di nuovi sistemi a microbolle, soffiate sul fondo delle vasche, ha migliorato le rese di rimozione degli inquinanti (azoto compreso), diminuendo nel contempo le emissioni di odori.

Infine, per ridurre ulteriormente i disagi causati dagli odori in uscita dall’impianto, sono stati posizionati dei pannelli di copertura nelle zone più critiche del depuratore, installando i necessari aspiratori e un biofiltro per il trattamento e la deodorizzazione dell’aria. L’aria proveniente dagli aspiratori posti all’interno delle sezioni di trattamento fanghi viene portata a contatto con un letto di gusci di conchiglie sulle quali si trova una particolare fauna microbica, la quale ossida e metabolizza le sostanze odorigene, migliorando quindi la qualità dell’aria in uscita.

Questa prima serie di interventi di potenziamento, dal valore di 1,5 milioni di Euro, ha portato ottimi risultati, riconosciuti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) durante i numerosi controlli di qualità degli scarichi.

Inoltre, a febbraio 2020 la Provincia di Lecco ha autorizzato provvisoriamente gli scarichi del depuratore di Lecco, concedendo un permesso che mancava dal 2000 e rischiava di portare all’attivazione di una Procedura di Infrazione Europea sull’impianto e all’applicazione di ulteriori sanzioni da parte della Provincia.

Secondo lotto di interventi e autorizzazione definitiva allo scarico.

Nel corso del 2020, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento regionale 6/2019 e la concessione dell’autorizzazione definitiva allo scarico si è reso necessario adeguare anche i trattamenti cui assoggettare le acque piovane che afferiscono all’impianto al di sotto di un certo livello di diluizione.

Tali lavori, necessari per il mantenimento dell’autorizzazione definitiva, hanno un valore complessivo di circa 1 milione di euro e hanno portato all’integrazione delle griglie fini sulle linee principali, all’installazione di griglie fini sulle linee di by-pass biologico delle acque di pioggia, all’integrazione delle pompe di ricircolo biologico della miscela aerata per la rimozione dell’azoto, al rinnovamento dei quadri elettrici, del telecontrollo e delle pompe di sollevamento iniziale.

Grazie a tali interventi, conclusi nel mese di novembre 2021, il depuratore è ora in grado di pompare dal sollevamento iniziale una portata di circa 2.000 mc/ora, potenzialità particolarmente necessaria in caso di eventi meteorici intensi.

I prossimi passi

Il depuratore, così rinnovato e finalmente autorizzato in via definitiva dalla Provincia di Lecco, potrà ora continuare a svolgere efficacemente il proprio servizio per il tempo necessario alla sua eventuale ricollocazione e integrale ricostruzione, nel rispetto dei più moderni criteri di sostenibilità ambientale e di economia circolare, che lo renderanno il fulcro delle nuove possibili aggregazioni disegnate dal piano di razionalizzazione del sistema depurativo provinciale .

 

ARTICOLO A CURA DI LARIO RETI HOLDING